Debuttanti di razza per ButterflyPatricia Racette e Amarilli Nizz a protagoniste dell'opera pucciniana al Maggio Musicale

di Elisabetta Torselli

CHI VUOLE un teatro a repertorio «popolare» è servito con le nove recite della popolarissima Madama Butterfly che va su al Comunale martedì e ci resta fino al 27, nell'oramai storico allestimento di Pier Luigi Samaritani, sul podio Roberto Rizzi Brignole che nel 2001 aveva diretto qui una Bohème, e due Cio-Cio-San, ambedue per la prima volta a Firenze, la statunitense Patricia Racette (15, 17, 20, 23, 26 gennaio) e Amarilli Nizza (18, 22, 25, 27 gennaio). Due cantanti giovani ma dalla carriera oramai solida, che riflettono l'evoluzione dell'universo sopranile, di qua e di là dall'Atlantico: la simpaticissima Racette ha un curriculum oramai strepitoso fra grandi teatri americani (ha debuttato a San Francisco ed è una delle dive del Met), ma ha iniziato studiando canto jazz e cabaret, poi l'opera se ne è impadronita, ciò che l'incanta è proprio la commistione unica e trascinante fra teatro e musica che vi si realizza, la Nizza il canto ce l'ha nel sangue, viene da una stirpe di celebri cantanti e musiciste che comincia con la sua trisnonna, la fiorentina Medea Mei Figner, la cantante per cui Cajkovskij scrisse La Dama di Picche, ma da ragazzina le erano state prospettate carriere in televisione e di modella, e tuttora è testimonial di una casa di moda di cui sfoggia le creazioni nei gala. Nel cast segnaliamo inoltre Stefano Secco e Aquiles Machado, i due Pinkerton, Marco Di Felice e Angel Odena, i due Sharpless, e Francesca Franci e Renata Lamanda, le due Suzuki. Un omaggio a Giacomo Puccini non poteva mancare nel 150esimo della nascita e ce ne saranno altri, ha promesso il sovrintendente Francesco Giambrone. Ma intanto ecco questa Butterfly, una delle opere più amate, quelle in cui ha più profondità e immediatezza il linguaggio quotidiano delle emozioni – come dice Roberto Rizzi Brignole - che Puccini sa parlare. Centocinquantenario a parte, al Comunale Puccini è lavoro di sempre, e anzi il lavoro sulla messinscena pucciniana moderna è stato uno dei motivi conduttori degli ultimi anni, da Tosca e Bohème di Jonathan Miller alla Turandot di Zhang Yimou, e dunque bentornato anche ad un allestimento in chiave tradizionale e delicatamente calligrafica, come quello di Samaritani. Ma cosa si prova a essere americani e a vedere messo così in discussione "l'imperialismo dei sentimenti" del giovane ufficiale Pinkerton che si compra sul posto una sposa bambina e poi dopo tre anni torna per strapparle il figlioletto? Non si pensa... a Bush per esempio? «Già, ma io non l'ho votato ! L'amministrazione Bush agisce nei suoi interessi, non in quelli del popolo americano», risponde Patricia Racette, Amarilli Nizza alza la bandiera del Puccini femminista: in tre quarti di mondo le donne se la passano ancora così, e non ci sono forse oggi tanti uomini che l'amante bambina vanno a cercarsela a Thailandia o a Cuba?». Intanto nel Cda del Maggio arriva Paolo Cocchi, assessore alla cultura della Regione, che prende il posto di Mariella Zoppi.

12 January 2008 pubblicato nell'edizione di Firenze (pagina 3)