Dozza, dove i muri fanno parlare l'Arte

di Manuel Poletti

Non sarà Orgosolo, dove la politica urla dai murales del paese, ma la Biennale del Muro dipinto di Dozza, cominciata ieri, è davvero un ottimo teatro all'aperto di arte contemporanea. Vent'anni di storia della manifestazione, nel 1960 la prima edizione, hanno lasciato sui muri un centinaio gli affreschi che ornano le vie di paese e che fanno di questo luogo, non a caso inserito nel Club «I Borghi più belli d'Italia», una suggestiva galleria d'arte a cielo aperto, nella quale godersi un patrimonio artistico di notevole spessore e suggestione. Fra gli oltre 200 artisti che si sono alternati a partire dalla prima edizione, figurano nomi illustri quali Sebastian Matta, Bruno Saetti, Tono Zancanaro, Renzo Grazzini, Norma Mascellari, Giuseppe Zigaina, Luca Alinari, Bruno Ceccobelli e Ubaldo Della Volpe, Riccardo Schweizer. Organizzata dalla Fondazione «Dozza Città d'Arte», presieduta da Eugenio Riccomini ed istituita dall'amministrazione comunale nel 2004, la Biennale si concluderà domenica. Quest'anno saranno undici gli artisti presenti, assai noti a livello nazionale, a dialogare con il borgo antico, con il suo ambiente fatto di pietra e di natura, con la sua gente curiosa e disponibile, con le immagini dei pittori che li hanno preceduti dal '60 ad oggi. Sei artisti, Gino Pellegrini, Enrico Manelli, Fabrizio Passerella, Graziano Pompili, Alberto Zamboni, Paola Campidelli, lavoreranno nelle vie del borgo e presenteranno loro opere negli spazi della Rocca. Gli altri cinque, invece, Mirta Carroli, Giovanni Manfredini, Paolo Delle Monache, Paola De Laurentiis, Gesine Arps, presenteranno le proprie opere più recenti nel fossato, nel cortile, nei torrioni e nella pinacoteca della Rocca. «Alcuni sono artisti-scenografi, altri sono scultori, altri pittori. Alcuni lavorano con tecniche e strumenti tradizionali, altri invece con procedimenti innovativi come quelli digitali o fortemente legati alla manualità artigiana come la tessitura», sottolinea Marilena Pasquali, direttrice della Fondazione. Quest'anno il «Muro Dipinto» si estende sia nel tempo, poiché le opere esposte in Pinacoteca e le installazioni rimarranno fino al 30 ottobre, sia nelle altre forme d'arte, attraverso un ricco cartellone di eventi collaterali, dal teatro alla musica classica alla commedia musicale. Inoltre, si rafforza il legame con l'enogastronomia. Durante la rassegna, infatti, i ristoratori di Dozza proporranno alcune ricette tipiche della tradizione, che sono state di recente raccolte e pubblicate nel volume «Dozza, Le antiche ricette del Borgo» (a cura di Vinicio Dall'Ara, Editrice La Mandragora, pag. 112, euro 12), in vendita nelle librerie, nella Rocca e nei ristoranti di Dozza. «Il nostro obiettivo è quello promuovere un "turismo consapevole", che sappia apprezzare la vocazione artistica, culturale ed enogastronomia del borgo medievale» sottolinea il sindaco di Dozza, Antonio Borghi. @BE:POLMAN

16 September 2005 pubblicato nell'edizione di Bologna (pagina 1)