Varriale: Mediaset ci strozzalimitiamo il dannoIl conduttore di R ai Sport: dopo la perdita dei diritti del calcio puntiamo sul l unedì

di Francesco Luti

DOPO TRE GIORNI di polemiche e discussioni il caso è già chiuso. La Rai si è vista soffiare da sotto al naso i diritti sul calcio in chiaro che deteneva dall'invenzione della tv, ma, dopo il clamore delle prime ore, sulla vicenda sembra già calato il solito, assordante, silenzio. «L'impegno è quello di tenere la vicenda all'attenzione della nuova dirigenza - spiega Enrico Varriale, volto storico di Rai Sport e conduttore di una delle trasmissioni vittime della sconfitta di viale Mazzini - Parallelamente alla riorganizzazione del palinsesto domenicale, sarà importante tenere fede agli impegni presi con i lavoratori, continuando la battaglia legale intrapresa». Il riferimento è al procedimento giudiziario avviato dalla Rai contro la Lega Calcio, rea, secondo i dirigenti del servizio pubblico, di aver preso un impegno ben preciso per la vendita dell'intero pacchetto del calcio in chiaro, poi rinnegato al momento della formalizzazione dell'accordo. Con un'offerta faraonica (61,5 milioni di euro per la sola serie A) Mediaset si è così portata a casa la fetta più importante della torta, lasciando alla Rai il compito di ripensare completamente il palinsesto domenicale. «È chiaro che per noi la domenica equivarrà ad una partita in trasferta - spiega Varriale - Sarà necesssario lavorare di fantasia e limitare i danni. Durante la settimana però, l'azienda ha il dovere di ripensare il modo di offrire il calcio ai suoi telespettatori. C'è la possibilità di ricorrere alle tante professionalità interne, allestendo, o ri-allestendo programmi di approfondimento e di intrattenimento che siano in grado di andare oltre la semplice cronaca dell'impegno agonistico». Possibile dunque un ritorno in grande stile di trasmissioni come «Il Processo del Lunedì», nato proprio in Rai sul finire degli anni ‘70 e poi emigrato altrove al seguito del suo storico conduttore . «Quello del Processo è un esempio calzante - annuisce Varriale - Dobbiamo avere la capacità per valorizzare ciò che abbiamo in casa e abbinarla alla forza per inventare qualcosa di nuovo, in questo senso il blitz di Mediaset che nessuno si aspettava e che è invece avvenuto diventa, per tutti noi, l'ennesima sfida professionale ». Le condizioni per "giocarsi la partita" sembrano però diventare sempre più proibitive e più di una «gara in trasferta» la sfida domenicale assomiglia ad un percorso ad ostacoli. «Faccio soltanto notare - osserva Varriale - che i primi propositi di Mediaset assomigliano a norme draconiane. Ho sentito parlare di limite al diritto di cronaca spinto alla possibilità di dare i risultati delle partite soltanto ogni quarto d'ora. Una cosa fuori dal mondo da un punto di vista professionale ed estremamente antipatica sotto il profilo "etico" - continua il giornalista campano- Quando i diritti erano nelle mani della Rai, l'azienda ha più volte chiesto il rispetto delle regole, ma, specie da tv e radio private sono arrivate negli anni sistematiche violazioni che la Lega si è guardata bene dal censurare. Sarebbe singolare che la linea dura coincidesse con l'approdo dei diritti nell'azienda di cui il presidente della Lega è azionista». La domenica comunque sarà di Paolo Bonolis, il re mida dell'etere recentemente approdato a Cologno Monzese proprio dalla Rai. «Bonolis è bravo e farà bene - conclude Varriale - anche perché ha la responsabilità di una corazzata da un milione di euro a puntata. Anzi due milardi del vecchio conio, come direbbe lui

7 August 2005 pubblicato nell'edizione Nazionale (pagina 9) nella sezione "Politica"